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    September 05

    Finalmente è finita!!!!!!!!!

    Ebbene sì, finalmente è finita!!!!!!!!!!!
    Sono tornata a vivere a Milano.
    In verità sono venuta in vacanza per una settimana a giugno e in 4 giorni ho trovato lavoro!!!
    Ricordo che ci ho impiegato 6 mesi a Singapore e che mi hanno dovuto dare una spintarella, come si dice in gergo...
    Ho accettato l'offerta e sono rimasta il mese di luglio, poi ho fatto vacanza a Singapore durante il mese di agosto, e vi assicuro che lo spirito è decisamente diverso quando sai che ci stai solo per una vacanza e non per viverci, e ora eccomi qui nella mia sporca, incasinata ma amata Milano.
    Non ho rimpianti, e voglio comunque aggiungere un ultima chicca a quelle che ho precedentemente scritto: durante il periodo della SARS, che ha fatto crollare l'economia asiatica, dato che nessuno voleva più andarci in Asia, Singapore è stata particolarmente colpita, infatti noi expat non avevamo nessuna intenzione di farci contagiare e quindi " no caucasian, no money", il governo obbligava le persone contagiate lievemente e quindi non ospedalizzate, a indossare un braccialetto elettronico che segnalava ad una centrale operativa se lasciavano il domicilio. I fuggiaschi venivano poi conseguentemente puniti (non ho scoperto come...)
    In effetti il contagio è stato contenuto, ma come al solito, la libertà degli individui non è stata presa in considerazione e dal mio punto di vista il governo ha considerato i cittadini come bambini irresponsabili, incapaci di comprendere la gravità della situazione e quindi da tenere sotto stretto controllo.
    In Italia ci saremmo sicuramente ribellati, ma forse saremmo anche stati in grado di valutare obiettivamente le cose. In genere non amiamo che altri decidano per noi su determinati argomenti come la libertà individuale.
     
    Con questo intervento chiudo il mio blog su Singapore.
    Ora ci andrò solo in vacanza per rivedere i pochissimi amici che ho lasciato là.
    June 08

    Razzismo moderno

    Da quando lavoro non sono riuscita a farmi una sola amica in ufficio e non perchè io sia una persona asociale, ma perchè sono “bianca”.

    Non strabuzzate gli occhi, non scuotete la testa, purtroppo è così!

    Avevo già il sospetto che i cinesi singaporeani fossero estremamente razzisti, in modo particolare nei confronti delle due altre etnie che popolano questa città, malesi e indiani, ma anche se ero certa che non ci amassero, non immaginavo di certo che ci odiassero a tal punto!

    Da qualche mese si è unita al gruppo in cui lavoro una ragazza indonesiana. Yong Yong, questo è il suo nome, anche se non è cinese è facilmente scambiabile per una cinese, vive qui da almeno quattro anni e ha la cittadinanza di Singapore. Yong Yong è diversa, lei parla con i bianchi, esce a cena con noi e, anche se non beve il caffè, spesso si unisce al nostro gruppo per fare due chiacchiere.

    Siamo diventate amiche e da lei sono venuta a sapere un sacco di cose interessanti tra le quali il fatto che molti giovani singaporeani, la generazione tra i 25 e i 35 anni, detestano i bianchi e vorrebbero che ce ne andassimo, tanto che qualche tempo fa un sondaggio aveva dichiarato che per molti cittadini c’erano troppi espatriati a Singapore;

    In ufficio, la maggioranza dei miei colleghi/e non parla con me perchè, essendo un’assistente e non un capo, non vedono la necessità di avere un qualche rapporto con una donna bianca, ove non si renda strettamente obbligatorio.

    Il fatto di essere donna peggiora ulteriormente la situazione, perchè i miei superiori cinesi (fortunatamente non il mio capo che è europeo), mi evitano, perchè da una parte non osano chiedermi di fare niente, perchè soffrono di un complesso di inferiorità razziale, ovviamente a livello inconscio, dall’altro sono orgogliosissimi di essere quello che sono e non vogliono abbassarsi ad avere nessun rapporto con un essere che comunque, alla fine, considerano una nullità: una donna perdipiù bianca.

    Insomma ce le ho tutte!

    Marcus, un ragazzo del mio gruppo, che io credevo essere semplicemente molto timido, mi evita per la stessa ragione e ha rimproverato Yong Yong per il fatto che lei ha troppi rapporti con i caucasici dell’ufficio.

    Fortunatamente non sono tutti così. Ho conosciuto alcune persone, tra cui un signore di circa 65 anni, che fa il taxista, che la pensano diversamente.

    Per loro vale l’idea del mutuo scambio, infatti, loro ricordano perfettamente cosa era Singapore 40 anni fa, quando è nata, sanno che se adesso la città è quello che è, lo si deve anche agli investimenti provenienti dall’ovest del mondo. Da un villaggio di palafitte nel fango sono passati ad una città modernissima e con ottimi servizi, ma la tecnologia e le basi per lo sviluppo delle infrastrutture provengono da altri paesi come Europa e America. Per il signor Lee, il taxista, la cooperazione e il rispetto sono fondamentali: “Voi venite qui e ci portate le nuove tecnologie e le vostre conoscenze scientifiche, noi vi offriamo ottimi servizi, bassa tassazione, un posto incantevole.”

    Ma lui ricorda il passato, mentre i giovani guardano solo al presente, di cui sono orgogliosissimi, senza ricordare che la maggior parte dei loro genitori è venuta dalla Cina, senza un soldo e alla ricerca di una nuova opportunità, come tutti gli emigranti del mondo, anche gli italiani.

     

    April 12

    Controsensi o follia?

    Se sbagli paghi, ma quanto? E chi paga??

     

    È uso comune in Italia utilizzare più volte il tagliando del parcheggio a ore, vuoi perchè non si trovano rivenditori aperti, vuoi perchè siamo stufi di pagare un sacco di soldi per parcheggiare l’auto che siamo obbligati ad usare data la mancanza di un efficiente servizio di trasporto pubblico.

    Non ho idea di quanto sia la multa se scoperti a barare…

    So, però quanto può venire a costare qui a Singapore.

    Se ci si dimentica di mettere il tagliando del valore di 65 centesimi, sono 60 SGD di multa, equivalenti a circa 30 Euro, se si imbroglia, sono 800 SGD di multa e una settimana di carcere.

    È quello che è successo a una signora occidentale, che dimenticatasi di comprare il famigerato coupon, ne ha esposto uno che aveva già usato.

    Per evitare il carcere ha dovuto pagare un avvocato che le è costato 1000 SGD e non ha potuto lasciare Singapore per più di 3 mesi, perchè “sotto processo” e ha così perso il biglietto già pagato per rientrare in Europa durante le vacanze di Natale.

    A voi i commenti.

     

    Un distinto signore di 50 anni, con moglie e tre figli, che viene spesso a Singapore per lavoro, è stato messo in prigione per 3 settimane per aver fotografato da sotto, con il telefonino, le grazie di una ragazza in minigonna ascellare su una scala mobile…

    Ovviamente non è più persona gradita a Singapore e ha perso il posto nella multinazionale dove lavorava.

    È stato stupido, certo, ma a sua discolpa si deve dire che qui le gonne hanno in genere le dimensioni di un francobollo o al massimo di una cintura, per non parlare di magliette e top che non lasciano niente all’immaginazione.

    Purtroppo per lui, il nostro detto, se ti conci come una zoccola, te le vai a cercare, qui non vale!

    Essendo una popolazione bigotta, frigida e asessuata, una donna può andare in giro nuda, tanto non la guarda nessuno: non so se prendono tutti il bromuro, hanno il terrore di guardare o sono talmente rincoglioniti che il mondo gli passa sotto il naso e non se ne accorgono!!

     

    Di contro, sto finendo di leggere un interessante saggio sulla prostituzione a Singapore: ci sono bordelli statali a Geylang, prostitute mordi e fuggi alle Orchard Towers, locali di karaoke dove cantare non è la primaria attività e 22 pagine di Escort Agencies sulle Pagine Gialle locali.

    Per chi non lo sapesse una escort è una prostituta di alto bordo che è in grado di sostenere una conversazione colta a cena, ma che dopo cena offre altri servizi. E non si tratta solo di asiatiche alla fame, ma anche di ragazze dell’est che qui hanno mercato perché “esotiche” e australiane che per pagarsi gli studi o per fare la bella vita, la danno via, come si dice da noi, e non certamente a buon mercato!!!

     

    Il governo sa e tace.

    March 28

    Ogni tanto...

    Ogni tanto, se mi fermo a pensare, e cerco di evitare questo esercizio il più possibile, dato che poi vado in paranoia, mi rendo conto di quanto strana e diversa sia questa vita, rispetto al tipo di vita che facevo in Italia.

    È tutto troppo facile e alla fine ti abitui ad essere servita e riverita in un modo che a casa ti sogni: al supermercato la commessa ti riempie i sacchetti, i taxisti ti scaricano le valigie, negli alberghi e nei ristoranti ci sono omini che ti spalancano le porte, i camerieri non ti lasciano versare neanche un goccio d’acqua, ma appena tu svuoti il bicchiere si catapultano a riempirtelo, tutti ti chiedono sempre come stai e se vuoi qualcosa… insomma già mi vedo, mentre all’Esselunga, guardo stranita la commessa che mi butta l’insalata e lo yogurt, in malo modo, sul nastro accompagnandoli con uno sguardo invelenito, mentre sudo come una pazza cercando di estrarre il mio quintale di bagaglio dal baule di un taxista milanese, incazzato per il traffico, che mi fa anche fretta perchè ha un’altra corsa da fare, mentre mi spiaccico sui vetri di una porta, perchè nessuno me l’ha aperta e mentre muoio di sete aspettando che la cameriera almeno mi apra la bottiglia di minerale che ho chiesto… e che dire poi del ritmo lento della vita? Quando paghi non c’è fretta, tutti aspettano che tu abbia finito di dare i soldi e prendere il resto da una commessa gentile e sorridente, nessuno ti guarda con odio se il bancomat non funziona o tu non hai capito come funziona e ci metti venti minuti per prendere 50 dollari, puoi tranquillamente chiedere spiegazioni all’autista del bus, se non sai dove scendere, anche se una coda chilometrica aspetta dietro di te, sotto una pioggia scrosciante. A Milano invece, se non hai i soldi contati e non paghi in un nanosecondo tutti sbuffano, devi cambiare bancomat al primo tentativo fallito, pena il linciaggio da parte della casalinga in coda dopo di te, mentre ti domandi: cosa cazzo avrà da fare sta stronza? E l’autista del tram, probabilmente, manco gira la testa se gli chiedi qualcosa e chiude le porte immediatamente appena sei salita, spetasciando la vecchietta che si è attardata, cercando di arrampicarsi sui gradini d’accesso.

    Se resto qui ancora per un po’ mi impoltronisco e rischio di diventare una disadattata nel mondo occidentale… ho paura di perdere la reattività e l’energia necessaria ad affrontare le sfide quotidiane del mondo occidentale, dalla portinaia perennemente incazzata, che manco ti guarda la mattina, al capo cafone e furioso che ti perseguita ogni giorno in ufficio, all’impiegato delle poste che sfoga su di te la sua frustrazione.

    Mi rendo conto che sto rallentando, non ho le chiavi di casa pronte in mano per aprire il portone, quando scendo dal taxi, così come non preparo i soldi prima, tanto c’è tempo, il passo è più lento e, dato che la lentezza è una caratteristica del luogo, ci vuole il doppio del tempo per portare a termine banali commissioni come fare la spesa, andare dal parrucchiere, in banca o in posta.

    Sembra di essere immersi nella colla…

    Peccato che il tempo, che qui sembra non avere valore, in Europa costa tantissimo e il ritmo della vita è accelerato all’eccesso, per cui, se non reagisci immediatamente allo stimolo, ti bruciano sul posto!

    D’altronde la loro gentilezza è sempre falsa o comunque un dovere verso il cliente, che deve essere sempre soddisfatto, non c’è mai interesse sincero per l’essere umano e anche se vai per anni nello stesso negozio, prima di tutto non trovi mai la stessa commessa e anche se dovessi trovarla non potrà mai esserci il rapporto che è nato tra me e il signor Nino nel negozio di alimentari sotto casa: lui sa davvero cosa voglio e so che gli sto simpatica. Da una parte so di essere una cliente come tante altre, ma so anche che per certi versi ho una corsia preferenziale rispetto ad altre che fanno la spesa lì, non c’è una ragione precisa, ma è scattato qualcosa. Non per niente i nostri supermercati hanno il banco dei freschi per continuare a dare l’idea che il servizio non sia del tutto impersonale… mica puoi parlare con gli scaffali!!!! Ecco, è esattamente così, tutto è bello, ordinato, pulito e preciso ma freddo e impersonale… sarà per via che l’inglese non è comunque la loro lingua madre, ma un’imposizione, e quindi faticano a comunicare, sarà che sono diversi da noi e meno emozionali e facili ai rapporti umani, certo è che per me è terribile! E io non sono una a cui piace stare a chiacchierare più di tanto, sono o meglio ero, sempre di corsa!

    Ho bisogno di una scossa elettrica, non importa di che genere, ma voglio vivere in un posto che abbia un’anima e dove si senta pulsare la vita…nel bene e nel male! qui sono morti in piedi e non lo sanno! Anzi, sono convinti di avere una marcia in più, cosa che se uno ci pensa bene, è agghiacciante!

    March 21

    Fallita io... e voi???

    Ho scritto un’educata letterina a Severgnini sul suo forum Italians e in cambio ho ricevuto alcuni complimenti per aver espresso il desiderio di tornare in Italia per cercare di cambiare le cose. È ovvio che non è che il mio arrivo a Milano a settembre segnerà una svolta epocale nella gestione della città, non sono ne’ matta ne’ egocentrica, ma nel caso in cui dovessi trovarmi di fronte a ingiustizie, non sono la tipa che si tira indietro. Ed è una cosa che dovremmo fare tutti.

    Quello che invece mi ha veramente sconvolto sono le parecchie lettere di persone che, in pratica mi hanno dato della deficiente, dell’impreparata e anche della fallita per non essere riuscita a trovare un lavoro a Singapore e per il fatto che torno in Italia, per scelta affermo io, per ripiego e fallimento, dicono loro. Tutte persone, ovviamente, che hanno fantastiche carriere, in genere negli Stati Uniti, ma che esprimono un giudizio su di me con cattiveria e frustrazione. Mi domando cosa gli posso aver fatto io, o forse la vita stessa, perchè siano così acidi? Non dovrebbero essere felici e appagati di quello che hanno, dato che sembra abbiano ottenuto il massimo? Mi sembra che questi signori, ma in particolare signore, abbiano una mostruosa coda di paglia e che gli manchi il coraggio di tornare. Un paio mi hanno chiesto quale fosse la mia preparazione accademica e le mie esperienze lavorative… come dire: devi essere una scemetta di primo pelo per non aver trovato uno straccio di lavoro. Una, in particolare, ha pesantemente criticato la mia scelta di seguire degli studi umanistici, come fossi un’idiota per non aver optato per la finanza o l’ingegneria. Ovviamente le ho dato della stronza e tale si è rivelata, nella seguente mail, esibendo il suo pedegree, in cambio del mio, e affermando che tra 15 anni sarà sicuramente CEO di una importante società americana (!?!?) A prescindere dall’arroganza della stronza in questione, nessuno di loro però conosce le regole del mercato del lavoro di Singapore: come per le case popolari, ci sono le quote e una società deve assumere un certo numero di locali prima di poter assumere uno straniero, quindi è ovvio che, essendo una città con una ricchezza basata sul commercio, sugli scambi e sulla produzione di nuove tecnologie, poche compagnie scelgono di assumere persone straniere non qualificate in questi campi. Si tratta ovviamente di un forte protezionismo, ma io non avevo assolutamente idea che fosse così, dato che l’apparenza depone a favore di uno stato modernamente organizzato che segue le regole del capitalismo e del libero mercato. Solo dopo un po’ ti accorgi che è invece una dittatura, infatti sono molto bravi a nascondersi dietro le bandiere della civiltà e della modernizzazione, ma non bisogna dimenticare che vige la pena di morte e in caso di crimini minori viene ancora usata la punizione corporale, oltre alla galera.

    Un ultimo commento: perché, se sono così soddisfatti e appagati della loro vita all’estero e non si sentono più italiani, e, anzi disprezzano e criticano l’Italia, continuano a leggere, dopo decenni di allontanamento, il Corriere e anche forum come Italians? Gli manca forse qualcosa?

    February 02

    la luce in fondo al tunnel

    Finlmente ho preso una decisione da quando ho deciso mi sento meglio. A settembre torno a casa, nella mia sporca e disordinata Milano, dove niente e' perfetto, ma e' tutto cosi' umano. Qui e' l'umanita', o meglio l'anima dell'umanita' che manca. Le persone vengono rigidamente educate a rispettare le regole, ma in un modo cosi' duro che anche la fantasia e la creativita', come lo spirito di iniziativa, muoiono quando ancora sono ragazzini. Un competitivita' all'eccesso domina tutta la vita dei singaporeani che vivono in un perenne stato di tensione di stress. Nonostatante cio' e forse proprio per questo motivo, la loro produttivita' sul lavoro e' nulla, infatti considerano il lavorare molto in base al tempo che passano in ufficio, non a quali risultati ottengono o quanto producono. Il governo ha creato per loro cosi' tante reti di protezione che si sono adagiati e adattati a una vita facile, ma completamente priva della scintilla che ci rende diversi dagli animali: il libero arbitrio e' morto in cambio delle comodita' offerte da un capitalismo estremizzato. Gli asili per bambini dotati sono l'esempio di questa follia: come si fa a giudicare se un bambino di tre anni e' piu' dotato di un altro? e se non si riesce ad entrare da subito nelle scuole guiste si e' tagliati fuori per sempre da un percorso professionale di crescita e miglioramento. Il risulato di tutto questo sono ragazzi con la faccia da zombie che al primo anno di universita' non sanno distinguere il segno maggiora dal segno minore... e qui la cultura e' eminentemente scientifica, di cultura umanistica non se ne parla proprio!! prestigiose universita' americane hanno rimandato indietro gli studenti di Singapore dicendo che non sono all'altezza di frequentare i loro corsi! ma nonostante tutto cio' i singaporeani sono cosi' pieni di se' e orgogliosi del loro modus vivendi che non riescono e non vogliono accettare il nostro. Per loro e' naturale che noi occidentali ci adattiamo ai loro usi e costumi, ma i pochi di loro che vengono nei nostri paesi non sono disposti neanche ad avvicinarsi al nostro modo di vedere le cose: nessuno e' meglio di loro in tutto. Inoltre non c'e' nessuna possibilita' di sfondare la loro corazza di protezione, esternare emozioni e sentimenti non fa parte della loro natura, dato che sono stati compressi sin dalla nascita e l'amicizia non fa parte dei loro valori. La famiglia e i soldi sono le uniche cose che li interessano, i rapporti umani sono limitati agli incontri obbligati sul lavoro, ma al di fuori di quello non c'e altro. 
    November 29

    A cena con le amiche

    Questa sera esco a cena con alcune amiche per fare qualche pettegolezzo... Giusto per non arrugginirmi! Qui c'e' un sacco di materia prima su cui dire cose orribili!!!! Veramente, secondo me, tutta la gente che viene in Asia fa parte delle seguenti categorie di disturbati:

    A) falliti e incapaci che nessuno si fila in Italia e che qui possono trovare fantastiche opportunità, visto il livello non particolarmente brillante del singaporeano medio e che diventano pazzi fuoriosi, improvvisamente affetti da sindrome dell’intelligenza acuta, mai manifestatasi prima in anni di vita in Italia;

    B) pazzi furiosi o criminali, che hanno cacciato a pedate dall'Italia: abbiamo un laureato in medicina e specializzato in psichiatria che insegna italiano e studia sanscrito… chi avrà ucciso in Italia?

    C) superfortunati che hanno società che li pagano profumatamente e quindi anche loro poi impazziscono perchè avevano le pezze al culo e si ritrovano a cena con l’ambasciatore.

    C'e' poi la categoria D) ovvero quelli che, come noi e pochi altri, vengono qui per fare un'esperienza diversa e mettere via qualche soldino. Circondati da tutti gli altri anormali ci sentiamo mosche bianche e non riusciamo ad ambientarci... Non si impazzisce a comando, ci vuole un po' di pratica, motivo per cui voglio venire via prima che, a furia di contatti con questa gente, do' fuori di matto anche iooooo!!!!!!!!!! Magari potrei cominciare a trovare normali quelli che affamano le loro maid o le fanno dormire sullo zerbino fuori dalla porta… oppure quelli che ti chiedono stupiti cosa sei andato a fare in Vietnam o in Birmania dove non ci sono shopping centre??? 

    Ho letto un articolo su Barcellona, dove si parlava di cosa si mangia, dove si mangia e dove si fa shopping… mi sono chiesta e Gaudì, il Barrio Vecchio e il nuovo porto, dove li hanno dimenticati???

    Alla lunga anche le persone più istruite finiscono per parlare solo di cibo e di marchi famosi, perchè da un punto di vista culturale il livello degli expat è diciamo, elementare (intendo la V elementare!!!), mentre per i singaporeani non esiste altro dio al di fuori dello shopping, mangiando, ovviamente!!!

    Di che cosa discutere allora, se la cultura è un optional, l’attualità, questa sconosciuta e la politica una parolaccia????!!!

     

     

     

    November 16

    Noia

    Volete sapere quale e' la cosa che più mi uccide qui? E' la noia, sì mi annoio da morire, perchè anche qui in ufficio non ho nessuno con cui parlare. I colleghi sono tutti maschi e tra loro parlano sempre di lavoro di cui io non capisco un tubo, anche quando beviamo il caffè, e' raro che si chiacchieri di qualcosa di diverso... Quando non lavoravo mi annoiavo e sapevo perché, ma anche adesso la sensazione che mi da' questo posto è NOIA, mancanza di emozioni e divertimento, è come soffocare lentamente. Non mi è mai successo prima, anche se tutti i giorni facevo le stesse cose e vedevo le stesse persone, non ho mai avuto la sensazione di essere avviluppata in una colla vischiosa come qui... tutto si muove ad una lentezza esasperante, non c'è ritmo e non c'è cuore, è come se la vita fosse sospesa o lasciata fuori dei confini di questa città richiusa su se stessa, senza interessi per il mondo che pulsa pochi km più in là.

     

     

    November 01

    Schiavismo 2

    Sono appena stata a Bali, bellissima isola, ma non voglio parlare dell'isola, quanto piuttosto dei turisti che ho incontrato. Premetto che sono stata in uno degli hotel piu' belli, il Ritz Carlton Bali, non perche' sono una riccastra, ma perche' ho avuto un'occasione particolare e economicissima. Mentre ero in piscina ho notato che molti degli altri turisti con figli erano accompagnati dalle maid... ma mica solo una! almeno un paio, a seconda di quanti pargoli c'erano in famiglia!!!!! una famiglia cinese addirittura aveva la maid femmina per il bambino piccolo, che lei si teneva in braccio tutto il tempo, e il 'maid' maschio per il bambino un po' piu' grandicello che se lo spupazzava, portandoselo sulle spalle. Non so quando questi bambini impareranno a camminare o a fare qualunque altra cosa, visto che c'e' sempre un altro/a che lo fa per loro! infatti il terzo pargolo, adolescente cresciutello e quindi capace di camminare, pesava almeno 80 kg!!! certo che se nell'eta' dello scatenamento folle, invece di correre, fanno correre i loro ciuchini privati, a 12 anni sono degli obesi!!!! e poi l'atteggiamento di spregio nei confronti di queste povere schiave e' veramente scandaloso, sono trattate peggio degli animali domestici, vestono ridicole uniformi, stile infermiera del manicomio e hanno un'aria cosi' depressa! certo, io dopo l'esperienza con la mia maid/escort/battona, non sono tenera come lo ero quando sono arrivata qui, ma nonostante tutto certi atteggiamenti mi fanno venire ancora da vomitare!
    October 06

    Lo schiavismo non e' finito!!!!!!!

    Cose che vado scoprendo...

    Eh si', ogni tanto ne scopro una nuova…

    Le grosse fabbriche di Singapore che hanno bisogno di manodopera numerosa hanno l’abitudine di andare in Malesia o in Cina a fare recruiting (chiamiamolo così per adesso!).

    Quindi mandano i reclutatori in questi paesi da dove tornano con volonterosi operai.

    Per quanto riguarda i malesi, i poverini fanno avanti e indietro tutti i giorni su autobus scassati, senza aria condizionata e che producono un tasso d’inquinamento paragonabile ad una caldaia. Lasciano le loro case nel cuore della notte, verso le 3.30, perché la coda alla frontiera è da delirio, per arrivare in fabbrica per il primo turno verso le 7.30. 

    E fin qui uno potrebbe pensare che sia quasi normale… 

    I cinesi che non possono fare la bella vita del frontaliere, vengono sistemati in dormitori, rigorosamente maschili e femminili, anche se penso che di femmine ce ne siano pochissime, e hanno il grandioso vantaggio di svegliarsi qualche ora dopo rispetto ai malesi.

    Lo svantaggio consiste nel fatto che l’ufficio del personale requisisce loro i passaporti, in modo che non possano scappare (scappare, ma perché dovrebbero???!!) e ritornarsene in Cina a fare la fame, ma non gli schiavi. 

    Alla faccia dei diritti umani e dell’abolizione della schiavitù. 

    Quando la casa madre europea di una di queste società lo ha fatto presente e ha fatto restituire i passaporti agli operai cinesi, il giorno dopo una decina di loro erano gia’ spariti.

    August 21

    Un intervento moderato su 'come si comunica qui'

    Modo di pensare e comunicare

     

    La mentalità del Singaporeano cinese (che rappresenta 78% della popolazione) è ancora modellata in gran parte dagli insegnamenti di Confucio, che è vissuto più di 2.500 anni fa. Il confucianesimo non è una religione, ma piuttosto un codice di comportamento sociale, di conseguenza i Singaporeani lavorano duramente, non solo nel rispetto di questa etica, ma anche per la necessità di avere successo. Il loro comportamento sul posto di lavoro e perfino fuori del lavoro, è ampiamente condizionato dal loro timore di fallire agli occhi degli altri e di perdere la faccia (questo tipo d’atteggiamento o mentalità è detta kiasu (per una precisa definizione del termine kiasu che viene usato in Singlish anche come aggettivo che determina il sostantivo:  http://en.wikipedia.org/wiki/Kiasu). Ed è questo timore che spinge la maggior parte dei Singaporeani all’esagerata competizione in termini di progresso materiale, condizione sociale e avanzamenti di carriera.

    Se volete avere dei rapporti cordiali con i Singaporeani, i termini armonia e concordia e l’evitare il confronto diretto sono fondamentali per andare d’accordo. Anche se sono abbastanza abituati a parlare in modo meno complicato di altri asiatici, i Singaporeani cercano sempre di rispondere alle domande o alle richieste in modo tortuoso, per noi occidentali, e poco chiaro, in modo da evitare, dal loro punto di vista, di causare imbarazzo e la ormai famosa “perdita della faccia”. Se non sono in grado di venire incontro ad una richiesta, rispondono sempre o che è inopportuna, o “allo studio” e questo significa generalmente no. Non riuscirete mai a forzare un Singaporeano a darvi una risposta chiara e soddisfacente: per loro non poter soddisfare un’esigenza del cliente o del datore di lavoro, per esempio, è assolutamente inconcepibile, quindi non sono mai disponibili ad ammetterlo, e cercano in tutti i modi di fornire le più strane e assurde spiegazioni per prendere tempo. E se per caso voi doveste “inalberarvi”, per evitare il confronto, vi risponderebbero positivamente per poi fare esattamente quello che avevano deciso di fare, ovvero niente. E’ molto frustrante.

    Per esempio, nel corso di una riunione d’affari il Singaporeano, in caso di conflitto di idee, ricorre sempre all’evasivita’ verbale per evitare di offendere e si offende nel caso in cui la controparte non adotti la stessa tecnica, quindi potete ben immaginare la serie di incomprensioni e tensioni che si vengono a creare in un ambiente di lavoro.

    Se deve dare una notizia sgradevole, e’ sempre riluttante e preferisce nascondere i problemi fino a quando risultano talmente evidenti da non poter essere più celati e tenta sempre di smussare il tono delle comunicazioni in modo che non si creino frizioni dal suo punto di vista. Peccato che questo a volte implichi conseguenze disastrose a livello lavorativo, per esempio.

    Alle domande poste al negativo come: "Non è ancora arrivata la mia spedizione?" il Singaporeano risponde "sì", e cio’ significa solitamente "che non è ancora arrivata e dovete aspettare", mentre per noi la risposta positiva implica che la spedizione e’ arrivata e non dobbiamo più aspettare. In altri casi può sembrare che il Singaporeano sia aggressivo o maleducato per il modo in cui pone le domande: per esempio, "desiderate questo campione o no?" può suonare scortese e rude, ma significa semplicemente "gradite avere un campione?" tutto questo perché tutti applicano la sintassi cinese alla lingua inglese e spesso ne risulta un gran pasticcio.

     

    A questo proposito l'inglese, o Singlish di Singapore, può variare in molti altri sensi ed è quasi una lingua a parte a causa delle forti e numerose influenze importate dalle varie etnie che lo parlano e che nel 90% dei casi non hanno mai studiato la grammatica e la sintassi, ma hanno appreso la lingua solo a livello verbale.  La maggior parte dei Singaporeani parla a bassa voce e con toni molto quieti, infatti, parlare ad alta voce è considerato un segno di poveri modi e mancanza d’educazione. Il Singaporeano, inoltre, a volte sorride per nascondere l'ansia o l'imbarazzo piuttosto che per esprimere il divertimento, adora negoziare fino all’ultimo e trattare sul prezzo è considerato una cosa normale anche nei negozi, non solo nei mercati. Per i Singaporeani il processo di contrattazione è una vera e propria attività ludica in cui sono peraltro molto bravi: la considerano, in realtà, un gioco degli spiriti in cui ogni giocatore si da’ da fare continuamente per conseguire il massimo vantaggio. Le trattative singaporeane di matrice cinese-tradizionale seguono solitamente il modello vinci-perdi: il socio con la maggior parte delle risorse alla fine provvede a quello che ha meno risorse. Allo stesso tempo, queste trattative sono sorprendentemente non strutturate e spesso risultano per noi non chiare e ambigue in molti punti. La sottesa strategia è quella di manovrare lo straniero per scoprire i suoi interessi e priorità reali, lasciandolo nel dubbio e nella confusione a cercare di indovinare il senso celato dietro dichiarazioni indirette e risposte oscure.

    Come si può desumere da questi esempi non è facile comunicare e molte volte ci si sente ‘persi’ o magari si arriva a pensare di non essere abbastanza capaci di parlare l’inglese, ma non è così, nella maggior parte dei casi loro seguono dei processi mentali che sono completamente alieni ai nostri tanto che la risposta che a noi sembrerebbe naturale in quel contesto non arriva mai, lasciandoci un po’ perplessi all’inizio e magari arrabbiati dopo un po’ di episodi (almeno finché non scopriamo il trucco), ma in compenso di sicuro possiamo affinare le nostre capacità parapsicologiche!

     

    July 28

    Maid

    Evvai, che questo posto mi piace sempre di piu’!!!!!!!! L’ultima cosa orrenda che è successa riguarda un argomento molto in voga a Singapore: la maid (o cameriera o serva, qualsivoglia chiamarla).

    Come ho già accennato se non ce l’hai sei out, sfigata, una poveretta insomma, anche perché costa molto poco avere una schiava a tempo pieno, circa 300/350 euro al mese piu’ cibo e alloggio, ma di solito si accontentano di un pugno di riso e di una cuccia per cani (non sto scherzando, pare che i cinesi trattino così le loro maid). Noi europei, e specialmente noi italiani siamo piu’ umani e offriamo una stanza con letto e magari televisore e lo stesso cibo nostro, che comunque a loro fa schifo! (in effetti preferiscono il riso…). Passiamo oltre, la mia avventura è cominciata quando ho deciso almeno 1 volta al mese di farmi aiutare nei lavori pesanti, dato che essendo ancora senza lavoro mi facevo le mie cose da me (sfigatissima!!). Così una amica, che ho cancellato dall’agenda e poi capirete perché, mi manda Annie che mi viene in casa per circa 3-4 volte, con me presente, pulisce e fa amicizia con Portos il mio micio. In effetti volevo che diventassero amici per poi chiedere a Annie se fosse disponibile a occuparsi di lui durante le nostre vacanze in Italia. Fin qui tutto bene. Poi ho cominciato a lavorare a tempo pieno e qui vuol dire che si lavora anche 2 sabati mattina al mese, e ho chiesto ad Annie se poteva venire piu’ spesso, un paio di ore al giorno… e sono cominciati i casini: scopro che non si chiama Annie, ma Russel, la vera Annie e’ un’altra e lei non ha il permesso di lavoro. Ovviamente la mia amica non è piu’ tale, dato che sono certa che sapesse dello scambio di persona e che vivendo qui da 8 anni sa benissimo che non avere il permesso di lavoro e lavorare e’ illegale a Singapore. Le maid devono avere uno sponsor registrato al Ministero del Lavoro che paga una tassa per loro (come dire una tassa di proprietà) e che garantisce da un punto di vista legale per loro, qualunque cazzata facciano, anche se restano incinte, cosa che e’ vietatissima, come anche sposare un singaporeano o un permanent resident… non vorrai mica mischiare il puro sangue cinese con quello filippino??? O peggio, magari un bianco che vive qui permanentemente (II caso) potrebbe alzare una serva alla dignità di cittadina??? Non sia mai!!!!! Tornando a noi, nel momento in cui scopriamo il casino, scoppia la tragedia e noi, idioti, acconsentiamo a richiamarla dalle Filippine (450 dollari il volo, 350 l’agenzia e 35 la visita medica) dove il Ministero del lavoro l’aveva rispedita, tipo pacco, e a prendercela in carico, a patto di spendere ogni mese la stessa cifra pattuita per le 2 ore al giorno, tasse comprese e per il resto della giornata sarebbe stata libera di lavorare presso altri, come lei stessa ci aveva chiesto, per poter guadagnare piu’ soldi da mandare a casa, a condizione che ci dicesse dove e da chi, perché questo genere di part-time non e’ consentito (in pratica queste poverine dovrebbero passare tutta la giornata chiuse in casa a pulire e a curare bambini e animali). Noi, stupidi e impietositi, abbiamo acconsentito a tutte le sue richieste, compresa quella di stare ad abitare da una sua amica, anche se eravamo un po’ preoccupati perché anche questo e’ vietato e la maid deve vivere sotto il tuo tetto, ma la nostra casa e’ piccola e lei aveva preferito questa soluzione con il beneplacito del padrone di casa dell’amica. Dopo un paio di settimane, però, preoccupati dal fatto che l’amica ci diceva che non rispettava le regole di casa sua, le abbiamo offerto la nostra camera degli ospiti (300 dollari all’Ikea per comprarle i mobili) e ci siamo sentiti dire che non aveva nessuna intenzione di vivere con noi per mancanza di privacy e che non avrebbe fatto nulla di piu’ delle ore pattuite (tra l’altro nessuno le aveva chiesto niente di piu’ e nel caso, era sempre stata  pagata extra). Ho cominciato ad incazzarmi, anche perché non faceva tutte le 2 ore (la stronza, nonostante ci fosse in casa mio marito se ne andava tranquillamente dopo circa 1.5 ore!!!) e la casa non era per niente pulita… ma purtroppo in quel momento avevo bisogno perché stavamo per partire per due settimane in Italia, e dovevo lasciarle il micio da curare. Inoltre, cosa ben peggiore, non voleva assolutamente dirci dove passava la giornata, con chi o presso chi lavorava, eccetto quelli dai quali noi l’avevamo introdotta. Ero decisa, al mio ritorno l’avrei licenziata. Durante le due settimane a casa, ricevo 2 chiamate da Singapore di cui non riconosco il numero in orari sfasati rispetto all’Italia… tutti sanno che sono qui, quindi deve essere qualcuno che non mi conosce bene. Al mio ritorno finalmente rispondo ad una di queste chiamate e vengo investita, letteralmente, da una tipa che mi informa incazzatissima che la mia maid fa casino in giro per Singapore e che si dedica alla prostituzione. Bene, penso io, ecco un’altra ragione per licenziarla: se è vero, è una zoccola, se non è vero si è comunque fatta dei nemici e quindi qualcosa di sbagliato ha fatto! E poi non ho proprio piacere che il mio numero di cellulare finisca in mani di persone simili, che fanno telefonate anonime… Il giorno dopo passo uno sfinente pomeriggio al telefono per far in modo che Russel venga da noi presto, la mattina successiva. Abbiamo prenotato un volo per Manila, e un agente (si chiamano così quelli che lavorano nelle agenzie delle maid) sara’ a casa nostra per accompagnarla in aeroporto perché la legge ci impone, se la licenziamo, come effettivamente facciamo via Internet, di rimandarla indietro a nostre spese (365 dollari). Risultato, lei scappa, o come io credo, corrompe l’agente che la lascia andare (alla faccia dell’onesta’ di questa gente di merda!!) e comincia ad aggirarsi per Singapore minacciando vendetta, specialmente nei confronti dell’amica che la ospitava, accusandola di avermi raccontato tutto il suo sporco passato! Nel frattempo andiamo al Ministero del Lavoro e alla polizia per denunciare che lei è scappata e i motivi per cui l’abbiamo licenziata. Ci consigliano di informare anche l’Ambasciata delle Filippine. Russel, intanto continua ad infastidire tutti (l’amica, l’agente e non so chi altri) finché una sera si presenta dall’amica per ritirare le sue cose e quasi la becchiamo, peccato che la polizia, chiamata all’uopo, ci dice che se il passaporto e’ in ordine lei può restare a Singapore, basta che non lavori, perché non ha il permesso. Per fare la puttana rilasciate i permessi, vorrei chiedere??? Mi viene da ridere (risus histericus) e sono sempre piu’ convinta che l’Italia sia un grande paese, almeno noi non ce la tiriamo dicendo che e’ tutto regolare e perfetto, poi penso ai soldi che abbiamo buttato nel cesso per rimandarla a casa sua e penso che forse sarebbe stato sufficiente chiuderla fuori dalla porta di casa!!!!!!!! Il Ministero del Lavoro ci informa che, poiché non le abbiamo dato il preavviso di legge di una settimana, le hanno prolungato il permesso di soggiorno per due settimane, per risolvere tra noi il problema nei seguenti due unici modi: 1) la riassumiamo per poi passarla ad una altro sponsor (ma nessuno ci garantisce che lei ne trovi uno, che sia ovviamente di suo gradimento, e noi non daremmo mai una fregatura del genere a nessuno che conosciamo) 2) NOI la convinciamo (e come?????) a ritornare a casa sua alla scadenza dell’estensione del suo permesso di soggiorno, perché dopo quel termine, se si ferma a Singapore e la beccano finisce in galera. Facciamo presente al Ministero del Lavoro che noi eravamo certi che sarebbe sparita, come ha fatto, che forse saremmo dovuti andare con lei, ma non avremmo mai immaginato che l’agente, profumatamente pagata, la scaricasse dietro l’angolo di casa nostra, dato che, scopriamo, non ha mai neanche fatto il check-in, e penso che neanche sia mai arrivata in aeroporto!!!!!!!!!!!!!!! Sono proprio degli stronzi, come possono pensare che di sua volontà si faccia rimandare in quel cesso che sono le Filippine??? E comunque anche qui dilaga una corruzione schifosa, specialmente intorno a tutto quello che riguarda queste povere schiave che sarebbe disposte a pagare qualsiasi cifra pur di poter rimanere qui. Conclusione, il rimpatrio è organizzato per domenica mattina, la dobbiamo prelevare dove dice di abitare adesso e andare in aeroporto con lei. Mi rifiuto di comprare un altro biglietto aereo se non la vedo con armi e bagagli e starò con lei finché non avrà passato l’immigrazione. Non è finita qui… ovviamente lei non vuole partire e si attacca a qualunque cosa, così il console filippino ci chiede di andare in ambasciata domenica per risolvere il problema… (ma non doveva partire domenica? Meno male che non abbiamo ancora comprato il biglietto). All’ambasciata la troia ci chiede 21 mensilità, se no, minaccia di portarci in tribunale perché sul report della polizia abbiamo dichiarato che si prostituisce e quindi le abbiamo rovinato la reputazione (?!?!?!?!). Mi viene di nuovo da ridere (sempre il risus histericus) e la informo che la nostra denuncia e’ stata fatta sotto forma di liberatoria per cautelarci contro eventuali accuse  di aver saputo, ma non aver agito, e che lei non ci può accusare di averla diffamata e che quei soldi li preferisco dare ad un avvocato. Ovviamente non capisce niente e continua a rispondere maleducatamente e aggressivamente e a non voler cambiare idea. Il suo ultimo giorno è mercoledì, così passiamo altri tre giorni da incubo, sperando che qui non siano così idioti da prolungarle il permesso (a questo punto non so piu’ cosa pensare, visto che comunque insistono nel dire che NOI dobbiamo convincerla a partire…). E NOI intanto aspettiamo… che lei faccia i comodi suoi, che ci denunci, perché lo fa veramente, che vada in tutti gli uffici della citta’, cercando un modo per restare e alla fine alle 11.30 di mercoledì si arrende!!!!!!!!! Gli ultimi tentativi di combattere, sono vane minacce di non partire, ritardi nella consegna dei bagagli e la richiesta di una mensilità, che le diamo per chiudere la questione. Riesce a perdere tutti i voli fino all’ultimo, ma ora non c’e’ piu’ scampo, deve partire e voglio vederla passare l’immigrazione, così restiamo con lei fino alle 16.00 in aeroporto e finalmente se ne va!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Ovviamente ho controllato con la compagnia aerea che sia veramente salita sul volo e dopo che me lo hanno confermato mi sono sentita liberata.

    Giusto per dovere di cronaca, queste cose succedono tanto frequentemente che:

    • esistono agenzie il cui lavoro e’ custodire, per il periodo necessario (in gabbie???) e poi scortare queste donne fino all’aereo per evitare che scappino;
    • alcune compagnie aeree hanno un servizio di scorta a pagamento in caso di maid recalcitranti;
    • in aeroporto, a parte le compagnie aeree, c’e’ un servizio, a pagamento, che provvede alla scorta.

    Non ho altro da aggiungere, solo che tutta questa storia ci e’ costata 1900 euro.

    July 17

    Un lunedi' qualsiasi

    Ed eccoci di nuovo qui, all'inizio di una nuova settimana. Il capo è partito tutto felice per le vacanze e stara' via un mese (beato lui!) e io sono alle prese con l'arrivo di un mucchio di nuova gente nel mio gruppo. Per fortuna sono tutti gentili e devo ricredermi sui francesi, perche' tutti quelli che sono qui sono simpatici e si arrangiano da soli. Solo in casi eccezionali si rivolgono a me... Ma tanto io ne so meno di loro!!!!!! Ho ancora il problema del reperimento delle informazioni, qui non si sa mai a chi chiedere quello di cui si ha bisogno, cosi' vado per tentativi, rompendo i maroni a tutti! E’ una cosa da pazzi. Comunque pare che sia una cosa normale, cosi' se non riesco a fare quello che mi hanno chiesto, nessuno se ne lamenta, bello, no? Io non vedo l'ora che arrivi il mese di agosto perche' il 4 facciamo una quasi settimana al mare in un'isola vicino a Phuket. A casa non sono state delle vere e proprie vacanze, anche se mi ha fatto molto piacere rivedere tutti gli amici. Se penso a tutte le cose che sono riuscita a fare mi sembra impossibile, anche perche' qui appena ti muovi un po' sei stanco morto. Ieri ho messo a posto delle stupidate a casa, riordinato alcuni cassetti di biancheria e spostato delle scatole con dentro della roba che non uso e mi sembrava di aver fatto le 10 fatiche di Ercole. Poi siamo andati a pranzo da degli amici che avevano ospiti dall'Australia e infine siamo andati da Mustafa (il famoso centro commerciale indiano aperto 24/24h) a comprare la bilancia della cucina che la stronza filippa ha rotto, il rasoio elettrico per me, che mi ha fregato mia mamma (le piaceva tanto... e comunque c'era anche alla SMA!) e la racchetta da squash per il Topociccio, che ha deciso di dedicarsi a questo sport piu' plebeo del golf, ma indubbiamente meno costoso (30 euro la racchetta e campo gratis da un suo amico). Alla fine della giornata ero un cadavere, distrutta dalla fatica e desiderosa di andare a letto. Cosi' abbiamo visto le ultime puntate del RIS (la fine ci ha lasciati un po' perplessi) e poi a nanna. Ti pare che sia normale essere a pezzi dopo una giornata in cui si riesce a fare un decimo di quello che farei a Milano???? E meno male che il lavoro non e' per niente impegnativo, senno' mi dovrebbero ricoverare con una flebo alla fine di ogni giornata. Ricordo che nel 1993 a settembre sono andata per la prima volta piu' a sud di quanto non fossi mai stata in Italia (eravamo alle Eolie) e ho capito perche' li' si vive con calma e le cose vengono fatte con molta flemma (anche perche' allora ancora non c'era l'aria condizionata diffusa come oggi), fa un caldo babbuino e dopo le 10 dell mattina si schiatta fino alle 4 del pomeriggio. MA NON E" NEANCHE PARAGONABILE al tipo di clima che c'e' qui, l'umidita' ti risucchia le forze e ti lascia tipo straccetto bagnato, raramente c'e' aria e mai fresca (sempre calda tipo phon per i capelli, ma i capelli non si ascigano perche' e' comunque umido) e dato che piove sempre (anche adesso, per dovere di cronaca), non c'e' quasi mai il cielo limpido e sufficiente luce (infatti adesso e grigio e buio fuori), inoltre il tramonto non esiste, dato che il sole scompare in 10 minuti, salvo che negli ultimi giorni che ci impiega poco meno di un ora... E quindi alle 19.30 e' notte. E poi quando dici che vivi ai tropici tutti ti guardano con invidia...

    June 13

    Expat isteriche

    Da quando sono a Singapore non ho avuto occasione di fare molte conoscenze tra le donne italiane, prima di tutto perché sono pigra e poi perché mi bastano quelle che incontrato. Mi spiego meglio: ce ne fosse una normale, senza turbe psicologiche o problemi esistenziali! di tutte quelle che ho conosciuto se ne salva solo una. E' pazzesco il danno che fa alle persone andare a vivere fuori dall'Italia: si sviluppano nevrosi e frustrazioni e in un modo o nell'altro le poverette somatizzano il disagio e lo esternano in modi diversi, chi andando in depressione, chi in paranoia, chi diventando istericamente stronza e snob (la maggior parte). Queste ultime sono veramente allucinanti, perché le altre due categorie le puoi inquadrare come malate e magari avere un po' pena, ma le ultime le strangoleresti. Sono donnette che in Italia tiravano a campa', senza qualifiche professionali, come si dice, senza ne’arte ne' parte, che arrivate qui si atteggiano a gran signore tutte firmate e ingioiellate (non ho mai visto una tal profusione di diamanti come da queste parti, ma poi saranno tutti veri??). Organizzano questi te' e brunch, e probabilmente non sanno neanche che la parola è una contrazione di breakfast e lunch, infatti non azzeccano mai l’orario e tu, che non hai fatto colazione di proposito, e ti aspetti di mangiare qualcosa verso le 11.30, devi morire di fame fino alle 13.30 perché queste cafone rifatte sono convinte che le persone colte e istruite mangino tardi. Per quanto riguarda il te’ delle cinque, di solito in Italia a quell’ora del pomeriggio, erano davanti alla TV a vedere ‘Un posto al sole’ mangiando patatine. A questi incontri poi, non si limitano a fare il tombolo (giuro che pare che qualcuno si dedichi al ricamo durante queste riunioni!!!) e a chiacchierare del più e del meno, ma per fare le sciccose, invitano psicologhe comportamentali, ma tanto poi non ne seguono i suggerimenti e poi, cosa è una psicologa comportamentale, a cosa serve??? cuochi imbroglioni, che raccolgono fondi a scopi umanitari e poi spariscono con il malloppo e cartomanti, di cui, ovviamente, seguono i suggerimenti. Pare ci fosse la fila per avere un consulto… e qui finalmente salta fuori l’autentica anima della casalinga media italiana, tutta cura della casa, bigodini e tarocchi!!!!! Alla fine comunque qualsiasi attività il comitato organizzi non va mai bene, si criticano tra loro e non ne salvano nessuna, escluse le presenti, ovviamente! E' la sagra dell'ignoranza e l'esibizione della ricchezza - dei mariti - ogni volta. Vieni giudicata da come vesti (gioielli e accessori compresi), da dove abiti (zona centrale in appartamento di lusso o villa sulle collinette) e specialmente se hai la maid (in Italia magari la maid la facevano loro...) Eheheheehehe, poveracce, io almeno sono rimasta uguale! Isterica lo ero anche prima, stronza anche, e la mia mamma ne aveva 3 alla volta di cameriere! Io di una generazione più modesta o sfigata, sarebbe meglio dire,  mi limitavo ad avere la solita filippina una volta alla settimana.

     

    June 02

    Altri esempi di follia....

    Secondo me quando gli inglesi hanno lasciato quest'isola di merda hanno fatto fare una fattura vodoo, e tutti quelli che stanno qui piu' di un tot vanno fuori di testa, oppure e' il clima o il fatto che qui la gente si annoia perche' e' tutto pulito, sicuro, ordinato e preciso e non c'e' mai un'emozione, uno spavento, ma solamente un serpeggiante terrore di sbagliare e di fare qualcosa contro le leggi del governo.

    Ti faccio un esempio: alcuni ragazzini hanno fregato un Ipod a una compagna e l'hanno rivenduto a un'altro ragazzo. Il giorno dopo i colpevoli si sono ritrovati 3 macchine della polizia sotto casa e sono stati arrestati! i ragazzi, non i genitori! e devono aver anche subito una qualche punizione... qui usano ancora le punizioni corporali usando la canna per menarti e mi sembra lo facciano anche pubblicamente!!!!!!

    Ti sembra un posto normale dove vivere? a mio marito piace, ma la mia anima anarchica soffre e spesso mi viene voglia di contravvenire e tutte le regole apposta. Sai che una volta sono salita su un bus con un milkshake (e' vietato mangiare e bere sui mezzi pubblici) e tutti mi guardavano come il nemico pubblico n. 1? credevo fosse discriminazione razziale e ho capito solo a meta' strada che ero fuori legge!!! e potevo essere multata! e da noi non ti multano neanche se lasci la macchina davanti all'uscita del pronto soccorso di un ospedale!!!!!!! come mi manca l'anarchia! le amiche di qui mi dicono che rimarro' delusa dall'Italia perche' mi sono abituata bene qui, ma io anelo al casino, al traffico alle cacche dei cani sui marciapiedi e alla gente che ride e che parla invece che dormire o giocare con il telefonino! voglio riamanere incastrata nel traffico della tangenziale est e sgusciare tra le macchine che intasano la circolare interna, voglio lamentarmi perche' non trovo parcheggio o perche' tutto e' costoso (ma di buona qualita'!), insomma voglio tornare alla normalita'!

    Oggi pensavo: se tu cresci dei figli qui fino all'eta' di 12 anni e poi li porti fuori, nel mondo, il giorno dopo se sono femmine fanno le puttane e se sono maschi spacciano! perche' qui non c'e' nulla di tutto quello che esiste nel mondo vero e reale, ecco hai presente il film Truman show? e' esattamente la stessa sensazione. Oops, adesso mi viene in mente che a mio marito era piaciuto mooolto! poi adesso che la Moratti e' sindaco ci sara' da divertirsi. Visiti i danni che ha fatto alla scuola, alla fine del mandato Milano sara' spopolata e rasa al suolo! ma va bene cosi', tutto il mondo e' cosi', solo Singapore e' diversa, ma e' come essere seduti su una bomba ad orologeria, infatti in effetti anche qui ogni tanto ci sono delitti efferati e leggi sui giornali che dopo aver ammazzato, in genere fanno a pezzi il cadavere e lo infilano ORDINATAMENTE in tanti sacchetti di plastica e poi nella valigia degli orrori! anche nell'omicidio rispettano l'ordine e la pulizia impostegli! solo nelle food court si scatenano, e per me questi posti sono le loro valvole di sfogo, come delle isole di Cina (i cinesi sono sporchi e maleducati) all'interno della citta' dove scatenano i loro istinti peggiori e lasciano venire fuori la loro vera anima incivile, di solito compressa e sacrificata all'altare del governo!

    May 04

    Donne 2

    Circola una battuta sulle donne nubili di Singapore secondo la quale sposerebbero soltanto un uomo che ha 6 C:
    • carte di credito
    • carriera
    • contanti
    • condominio di lusso
    • automobile straniera
    • iscrizione ad un club privato e prestigioso
     
    (Career, Cash, Credit cards, Car, Condominium, Club membership)
     
    Inutile da dire, tutti gli uomini sono sotto pressione per ottenere e mantenere le 6 C... ma a me sembra che abbiano dimenticato una C...

    La giornata della segretaria

    28 aprile 2006

    Finalmente e' venerdi' anche se sara' una giornata mooolto lunga. Figurati che in questi giorni si festeggiano le segretarie (circa 10 giorni di festeggiamenti) e in teoria il tuo capo dovrebbe invitarti fuori a cena per ringraziarti per il tuo aiuto (ma si e' mai visto in Italia? Salvo il caso in cui tu non sia la sua amante...). Fortunatamente il mio capo non ci ha neanche pensato, ma ci ha pensato qualche deficiente che ha organizzato un pranzo per oggi alle 13.00 con tutte le segretarie e i capi... Ovviamente il mio ha un inderogabile impegno e non puo' venire, cosi' mi tocca andare da sola, sic! Gia' queste cose non mi piacciono a casa, figurati qui con tutte ste gallinelle che mi odiano/temono... Che 2 palle gigantesche!!!!!! E poi che cavolo si mangera'????? mio marito dice che sono asociale... E' vero e sono ben felice di esserlo.

    Qui fanno una sacco di attivita' di questo genere e bisogna avere una fantasia sfrenata per inventare scuse credibili per non partecipare... Ma mi vedi??? Io che sono un po' snobbina??? Che anche se in alcuni posti c'era, non andavo neanche in mensa??? E adesso mi tocca mangiare con esseri che non usano le forchette, ma le bacchette, non sanno cosa sono i tovaglioli (crepa se ne trovi uno nelle food court, e vai di fazzoletti di carta), che scatarrano (anche le donne), emettono ogni tipo di gas (anche le donne e fuori e dentro il bagno indistintamente), non lavano le mani dopo essere state in bagno (penso anche gli uomini, ma non ho il coraggio di verificare direttamente, e' un 'sentito dire'), si mettono le dita nel naso (cos'e' il fazzoletto???) !!! e quando si alzano dal tavolo dopo mangiato, sembra che abbiano mangiato direttamente sul tavolo e non nei piatti, tanto e' lercio, unto e pieno di avanzi!!!!!!!!!!!!!!! Ti assicuro che sono un vero esempio di maleducazione, pero' fortunatamente si lavano e non puzzano, mentre gli indiani si lavano meno e quindi e' piu' difficile stargli vicino, ma forse non si mettono le dita nel naso (non ne ho ancora visto uno farlo!!!) e sicuramente sono piu' simpatici.

     

    4 maggio 2006

    Il pranzo e' stato una noia mortale in un brutto posto con un buffet semi-vuoto che ovviamente e' stato rifornito quando ormai io avevo mangiato abbastanza per i miei standard, ma non certo per quelli delle mie colleghe che hanno fatto il pieno per tre volte (ma dove mettono tutta quella roba? per me non mangiano a casa... tanto qui non si usa cucinare). Alla fine, dopo 2 ore siamo rientrate in uffcio, meno maleeee! l'anno prossimo potrei dire che ha una qualche allergia alimentare... ci devo pensare bene!

    May 02

    Razzismo

    La Repubblica di Singapore si è distinta per la coesistenza razziale armoniosa fin dagli anni ‘70.

    Questo è quanto si legge nelle dichiarazioni ufficiali, ma la realtà è molto diversa. In effetti se osservate attentamente le persone intorno a voi, specialmente se siete su un bus (mezzo non molto frequentato dagli occidentali) o sulla metro, quando siete un po’ fuori dal centro, vi potete immediatamente rendere conto che la coesistenza armoniosa e’ una grandiosa bufala! L’etnia dominante è quella cinese e poiché sono in maggioranza fanno valere la loro superiorità numerica. I lavori più umili sono appannaggio degli indiani, che fanno le pulizie nei bagni pubblici, nelle strade e nei centri commerciali o attività manuali pesanti nei cantieri, insieme ai malesi, mentre le filippine e le tailandesi in genere fanno le domestiche nelle case private.

    Queste persone hanno l’aspetto d’animali braccati e negli occhi il terrore di fare qualcosa di sbagliato. Tra l’altro, se non hanno la cittadinanza di Singapore rischiano di essere rispediti nel paese d’origine senza nessuna possibilità di ritornare, qui, quando ti sbattono fuori non rientri facilmente! Se invece sono singaporeani sono comunque cittadini di serie B. Non è dunque difficile notare che mantengono un aspetto sottomesso e servile nei confronti dei cinesi, che da parte loro non fanno niente per nascondere la loro gioia nel prevaricare i propri concittadini. Addirittura, nelle case popolari il governo assegna un certo numero d’appartamenti ad ogni etnia in modo che siano equamente distribuite per evitare che si creino dei ghetti, dal che si desume che la presunta coesistenza armoniosa esiste solo sulla carta ed anche i politici ne sono coscienti!

    La situazione peggiore la vivono, però i sanguemisti, in altre parole le persone che hanno genitori d’etnia diversa. Per loro inserirsi in questo tipo di società è ancora più difficoltoso: dato che non possono vantare diritto d’appartenenza ad un preciso gruppo sociale o etnico sono i piu’ discriminati.

    Insomma, in cima alla piramide ci sono gli occidentali, tollerati per le conoscenze tecnico-scientiche, seguono i cinesi che peraltro, ne sono convinta, si credono molto superiori agli occidentali, ma fanno finta di ammirarli, e poi tutti gli altri fino ai piani più bassi della scala sociale. Vivere a Singapore è come stare seduto su una grossa bomba ad orologeria perché tutto questo sistema è tenuto insieme solo dalla paura e da una serie di rigorosissime leggi che non permettono a nessuno di sgarrare, se non a suo rischio e pericolo. Ma io ho il sospetto che prima o poi qualcuno romperà questo precario e fittizio equilibrio e allora sarà come un fiume in piena.

    April 26

    Donne

    Donne

     

    Prima di parlare di questo argomento vorrei chiarire che sono abbastanza certa che mio marito mi sia e mi sara’ sempre fedele. Dico “abbastanza” perche’ in effetti non si finisce mai di conoscere una persona, anche se ti dorme a fianco per dieci anni. L’unica concorrenza che potrei temere e’ quella di una fantastica cuoca da almeno tre stelle Michelin che gli prepari ogni giorno favolosi manicaretti e che sia particolarmente esperta nella preparazione delle melanzane alla parmigiana. Ma non mi risulta che ce ne sia una anche giovane e carina e lui ha buon gusto anche in questo senso.

    Detto questo, vorrei aggiungere anche che non sono particolarmente gelosa, se non in casi specifici, ma che sicuramente non avrei mandato mai mio marito a Singapore da solo per piu’ di tre mesi, non so perche’ ma ero un po’ diffidente...

    Quando sono arrivata a Singapore ho notato che ci sono molte coppie miste, ma che sono tutte, o quasi, composte da uomo occidentale e donna orientale.

    Gia’ sapevo che le donne asiatiche sono particolarmente interessate a questo tipo di articolo, perche’ sono convinte di poter avere una vita migliore a fianco di uomini che qui guadagnano ottimi stipendi.

    Quello che non sapevo e’ che la caccia e’ aperta tutto l’anno e che non importa se lui e’ gia’ sposato e magari anche la moglie e’ a Singapore, l’importante e’ conquistare la preda, anche a costo di sfasciare il matrimonio.

    E non pensiate che queste ragazze, che in genere sono molto giovani, siano delle poco di buono, sono ragazze normali, come noi, ma con un pensiero fisso: sistemarsi con uno che guadagna bene per poter avere una vita lussuosa e comprarsi tutti gli status symbol disponibili negli shopping center.

    Potrei dire che le capisco, perche’ qui sposare un occidentale vuol dire cambiare la propria condizione sociale, ma a me pare che questo avvenga solo apparentemente. E’ vero che vengono introdotte nell’ambiente degli expat, ma e’ anche vero che non c’e’ mai una completa accettazione di queste ragazze da parte delle donne delle comunita’ straniere. Anche se parlano perfettamente l’italiano, e questo avviene raramente, anche se vestono come noi e a volte meglio di noi e alcune sono molto belle, durante le riunioni di “galline” (cosi’ chiamo le expat che si dedicano ai brunch la mattina e ai te’ al pomeriggio) si creano sempre due gruppi contrapposti che sono come acqua e olio… e si sente serpeggiare un pensiero malevolo nei loro confronti che “ci hanno rubato gli uomini”! eh si’ ammettiamolo una buon volta, le odiamo perche’ hanno preso qualcosa che appartiene al nostro mondo, si sono insinuate nella nostra realta’ di donne moderne e liberate, che abbiamo conquistato con fatica e sofferenza, con il loro atteggiamento sottomesso, i loro sorrisi gentili e il loro dire sempre si… come possiamo competere?? Noi, le cui madri hanno bruciato il reggiseno in piazza, chiedendo parita’ e uguaglianza, e abbiamo aggiunto solamente altri doveri al nostro carico quotidiano e ben pochi vantaggi, cosa possiamo fare di fronte a creature che sono il sogno di ogni uomo, mentre noi siamo diventate il suo incubo, perche’ vogliamo paragonarci a lui e metterci al suo stesso livello??? Niente, dico io, subiamo in silenzio e cerchiamo di sorridere, ma le teniamo ben lontane da noi, non saranno mai nostre amiche, ma solo presenze tollerate e mai integrate.

    Ammetto di provare questi sentimenti di intolleranza. Mi da’ fastidio vedere quante coppie miste circolano a Singapore, vorrei vedere donne occidentali con uomini asiatici, ma forse in sei mesi ne ho viste un paio. E non e’ perche’ ci sono meno donne bianche che uomini, o perche’ e’ ancora socialmente poco accettabile (ricordate il film “Indovina chi viene a cena?”) o perche’ gli uomini cinesi sono piu’ bassi di noi, ma perche’ non e’ economicamente vantaggioso per nessuno dei due: le donne occidentali in genere non lavorano e se lavorano il loro permesso dipende da quello del marito (lo molli e poi vivi di amore?) e gli uomini cinesi non sono cosi’ avventurosi da mettersi in casa una rogna, una che pretende di essere uguale a loro e magari di gestire il rapporto in modo paritario.

    Ragazze, secondo me siamo fregate in partenza, non sono le prostitute di Bangkok o altri posti simili, da temere, ma questo esercito di brave ragazze che hanno la stessa tenacia di un panzer tedesco!

    E che dire degli uomini? Come biasimarli, poverini, se vogliono una vita senza problemi? A queste donne bastano i soldi per fare shopping, non chiedono attenzione e considerazione o di essere delle vere compagne di vita, ma solo di condurre una vita agiata, non si fanno seghe mentali sul perche’ al lavoro non vengono apprezzate per quello che valgono (in genere smettono di lavorare appena sistemate, se mai l’hanno fatto) e non chiedono di essere aiutate nei lavori domestici o nell’allevare i figli (a parte il particolare che come minimo vogliono una cameriera fissa), sono silenziose presenze con carta di credito platino!

    April 21

    Cenni storici su Singapore

     

    Cenni storici

     

    Singapore era originariamente un villaggio di pesca conosciuto come Temasek ("città del mare"). Si è guadagnata il nome attuale dal malese Singa Pura o "città del leone", durante il quattordicesimo secolo mentre faceva parte del potente impero di Sri Vijayan. Durante il diciottesimo secolo, i Britannici videro la necessità di avere "una casa a metà strada" in posizione strategica, in modo da poter alimentare e proteggere la flotta del loro impero in espansione e per anticipare l’avanzata degli olandesi nella regione. In questo contesto politico sir Thomas Stamford Raffles si stabilì a  Singapore e ne fece una stazione commerciale. Da allora, la politica di libero scambio ha attirato i mercanti da ogni luogo dell'Asia così come dagli Stati Uniti e dal Medio Oriente. Entro il 1824, appena cinque anni dopo la fondazione della moderna Singapore, la popolazione si era sviluppata da 150 a 10.000 unità. Nel 1832, Singapore divenne il centro di governo degli Straits Settlements di Penang, Malacca e Singapore. L'apertura del canale di Suez nel 1869 e l’invenzione del telegrafo e della nave a vapore aumentarono l'importanza di Singapore come centro per l’espansione del commercio fra l'est e l'ovest. Singapore era considerata una fortezza imprendibile, ma i giapponesi conquistarono l'isola nel 1942. Dopo l'occupazione giapponese, nel 1945, Singapore fu restituita ai Britannici e divenne una colonia della Corona. Lo sviluppo del nazionalismo e di un’identità nazionale ha condotto ad un governo autonomo nel 1959 ed il 9 agosto 1965, Singapore è diventata una Repubblica indipendente.

    La Repubblica di Singapore è una citta’ stato. È composta di un'isola principale (vasta circa 640 chilometri quadrati) e di 59 piccoli isolotti e reefs adiacenti. È situata nel punto più a sud della penisola malese ed è collegata con la Malesia tramite due superstrade, una delle quali serve da collegamento ferroviario. Singapore non ha capitale ma la parte più importante della citta’ (con la zona degli affari e i centri commerciali) si estende all'estremità sud-est dell'isola.

    Nonostante Singapore sia molto piccola, si è sviluppata, durante gli ultimi 150 anni, in un centro prospero per il commercio e l’industria. Anche se il suo ruolo precedente di centro di commercio e scambio e’ diminuito, Singapore ha aumentato la sua capacità industriale e continua tuttavia ad essere uno dei porti più affollati nel mondo con oltre 600 linee marittime che gestiscono autocisterne, navi container e linee passeggeri condividendo le acque appunto affollate i pescherecci litoranei e imbarcazioni di ogni genere.

    Uno dei principali centri di raffinazione e distribuzione del petrolio, Singapore è inoltre un fornitore importante di componenti elettronici ed è leader nella costruzione e riparazione delle navi.

    E’ inoltre diventato uno dei centri finanziari più importanti dell'Asia, con più di 130 banche. I rapporti d'affari sono facilitati dall’eccellente rete di comunicazione che unisce Singapore al resto del mondo tramite satelliti, un telegrafo funzionante 24 ore su 24 e le linee telefoniche.

    Il reddito pro capite supera gli US$15,000 e il 90% della popolazione possiede una casa di proprietà. Questo sviluppo spettacolare e veloce è dovuto in parte al ruolo centrale del governo, che tende a controllare e regolare i diversi aspetti della vita de Singapore (dall’ordine sociale, alla libertà della stampa, alla distribuzione delle pubblicazioni straniere, al mantenimento dell’unità delle grandi famiglie di origine cinese). Inoltre, Singapore è uno dei pochi posti al mondo dove le imprese controllate governo hanno prosperato. Malgrado il libero-mercato e un'immagine imprenditoriale, il settore pubblico insieme con "le aziende collegate al governo" rappresentano il 60% del Prodotto Interno Lordo. Singapore ha una popolazione valutata intorno ai 3 milioni ed è una società giovane con un’età’ media di circa 32 anni.